Mi spiace tornarmene con post su di me e alcuni radi ma profondi momenti di depressione stile vecchio blog però a volte ne sento il bisogno. Il conflitto a casa mia è sempre più forte. Devo andarmene e sono incatenato. Mi sento importente e non posso mollare l’università solo per uscire di casa. Quello di laurearmi è un desiderio troppo grande. Ma mio padre non capisce. Nulla. Sembra essere ottuso. Più gli porto rispetto, meno ottengo. Più cerco di mantenermi con le mie forze e più lui perde ogni controllo su di me. Scambia tutto questo per arroganza è da lui ho sempre meno. Per andare bene a lui, la dentro bisognerebbe chiedere i soldi a lui, pochi, la macchina a lui, dove e quando andare a lui, pranzare e cenare con lui. A me questi riti da famiglia modello fanno cagare e ultimamente mi danno la nausea. Lui non sa vivere, non sa che cosa sono davvero i problemi,  vive una vita nulla, nutrita da rancore verso tutto e tutti che esplode per una bolletta da pagare, uno striscio su una fottutissima macchina, o qualche altra banalità. Che ne sa lui delle persone che stanno male? Di quelli che hanno malattie incurabili, di chi non ha il pane per vivere. Di chi non può esprimere i propri sentimenti pubblicamente? Che ne sa? Non sa niente, non vuole sapere niente. E Berlusconi? Beh facciamoci gli affari nostri. Tutti a fan culo purchè non vieni a toccare del mio. Del mio cosa? Del mio niente. Di quei quattro spiccioli con cui ti comprerai cosa? Niente…la morte che potrebbe arrivare anche solo cadendo da un gradino. E di cinquant’anni di vita sarà rimasto cosa? Caro papà sarei disposto ad andare dal notaio domani e sottoscrivere la rinuncia a tutti i beni per farti capire che non sono i soldi che contano nella vita. Non contano un cazzo. E qua, specialmente in veneto le persone sono talmente merde che hanno fatto dei soldi la loro unica ragione di vita. Che spendono palate di denaro solo per non “sembrare degli albanesi!” (che tra l’altro è la stessa cosa che fanno gli albanesi, giusto per citarne alcuni: non pagano l’affitto ma si comprano l’iphone). Non sembrare un’albanese?? E questo che mi è stato detto. Per uno striscio? E invece sei peggio. Sei misero. Sei niente. Un sacco di niente. Niente di niente. Zero nulla. Vuoto. Quanto dolore nel vedere che la gente è cieca. Che rincorre una vita che non funziona, un viaggio che non da la pace sperata, il relax che sembra tanto dovuto. Persone che si chiedono come mai stanno così male e continuano a riempirsi di cose false, mangiati dal consumismo e ciechi. Non vogliono vedere, non voglio sentire. Talmente xenofobi da prender paura anche di un solo accento che non combacia con il loro. Qui c’è la xenofobia di paese non quella di razza. Dove volete che vadano questi “Niente” !? Secondo voi sono adatti alla vita? Assolutamente no. Sono inadatti. Loro, la sporca lega e tutto quello che gli va dietro. Sono destinati a sparire, seppelliti dal loro odio. Un’odio che uscirà prepotente quando si ritroveranno ad essere assunti in imprese di cinesi o romeni pur di arrivare a fine mese. Un giorno non troppo lontano. Mi spiace solo per loro, perchè non avranno la forza di vedere che la vità non è solo questo. Mi spiace perchè avranno consumato i loro anni a vedere solo il livello uno, lo strato base, quello più superficiale, quello delle sensazioni effimere, quasi inesistenti, liscie come un involucro.  Mi spiace perchè di vita ce ne solo una e saranno costretti a morire gonfi di dolore e solo alla fine, attanagliati da un male incurabile si renderanno conto quanto sono stupide le cose che hanno rincorso per decine di anni…ma sarà tardi. E tossendo moriranno soffocati dal proprio catarro.



3 Responses to “Inadatti alla vita”  

  1. Ehi ciccio, su col morale!
    Immagino che possa essere difficile. Fin quando sono stato a casa anch’io avvertivo forte l’insofferenza di dividere gli spazi vitali con i miei genitori. Non c’era una conflittualità forte, ma i contrasti (derivanti da due modi di vedere la vita “abbastanza” divergenti…..) erano all’ordine del giorno, e non appena ne ho avuto la possibilità sono fuggito (rinunciando, per inciso, a molti agi e comodità). In questo modo però ho potuto rianalizzare serenamente il rapporto con i miei e riportarlo alla giusta prospettiva, cosa che mi ha consentito anche di rivedere i miei giudizi nei loro confronti.
    Vedrai, sarà così anche per te: solo ora non demordere, non ti abbattere, ricordati che ahi un obiettivo da raggiungere, e prima lo agguanti più vicina sarà la tua serenità.

  2. Io vivo coi miei. Tutto quello che dici nel post vale pari pari anche per me. Uguale. Stessi problemi col padre, stessa mentalità ottusa generale. Mettici pure una ragazza che ragione come i tuoi compaesani veneti e bada decisamente troppo alle apparenze e la frittata è fatta. Ma anch’io ti dico di attaccarti al tuo scopo: vedrai che avere qualcosa per cui continuare a lottare è un ottimo modo per non farsi sopraffare.

  3. Per ora sono in trasferta a casa del boyfriend…quando torniamo vediamo. Comunque avete ragione. Un piccolo momento di sconforto…


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