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Il pisello del premier
Allora…stiamo calmi. Allora…no ragioniamo. El Pais nel suo sito ha pubblicato le foto vietate in italia dell’On. Silvio Berlusconi. In una foto ha il pisello il tiro. Dunque…oddioo. No allora, secondo me le foto non sono compromettenti. Giudicate voi, in fondo nascondono in viso in quella scena. Non posso non comportarmi da Sciura Maria ma sono sconvolto. Madò…
Non posso pubblicarle sennò poi vengono a prendermi a casa…
Giudicate voi.
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Susu ho deciso di alleggerire i toni. Vi lascio questo video contro l’omofobia figlio delle cule francesi. L’ho trovato su Gayclick. La canzone è carina e i ragazzi non sono poi tanto cessi. Anzi qualcuno è figo. Detto da uno che passa per girontofilo a causa di una relazione con un uomo di 37 anni…
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Avrei molto piacere che voi leggeste questo magnifico articolo scritto da un blogger mio conoscente. E’ una riflessione molto forte, profonda e molto bella sui fatti odierni che riguardano la vita del nostro Presidente del Consiglio. Questo è il link al blog:
Il cavaliere, la morte e il diavolo
Non amo occuparmi di ciò di cui si occupano già tutti: capirete quindi la mia ritrosia a scrivere di Berlusconi. Se lo faccio, è perché sento che stavolta ne vale la pena. Che si è finalmente passato un limite, che abbiamo svoltato una curva, sì che forse la storia, il tempo – elementi che Berlusconi aborre e cerca di cristallizzare in tutti i modi nell’irrealtà dell’eterno presente mediatico – possano seguire il loro corso naturale e giungere una buona volta alla fine.
Ieri sera, chissà perché, ho seguito il telegiornale di Emilio Fede. Non l’ho mai fatto, per un evidente disgusto verso il personaggio. Ma ieri sera, nel mio zapping pre-cena, non ho cambiato canale, e me lo sono sorbito quasi tutto. Dopo affascinanti servizi su come Venezia e Perugia avessero sopportato il caldo di questi giorni, Fede ha anticipato sibillino una “rivelazione” circa il “caso Noemi”. Così, sono rimasto connesso, fino a quando la “rivelazione” è apparsa: in un periodo della sua vita in cui doveva fare il giornalaio per campare, Fede avrebbe conosciuto la nonna di Noemi perché l’edicola da lui gestita era a Casoria. Ah. Che scemenza, pensai. Capirai che ce frega. E soprattutto, cosa aggiunge questa “rivelazione” alla linea di difesa che Berlusconi ha sin qui tenuto?
Stamattina, leggendo Repubblica, la risposta. Fede aveva chiaramente avuto notizia del bellissimo e pericolosissimo articolo (http://www.repubblica.it/2009/05/sezioni/politica/berlusconi-divorzio-2/parla-gino/parla-gino.html) che sarebbe apparso oggi, e aveva voluto giocare d’anticipo. A modo suo, da servo sciocco, da cane idiota convinto di dover fare qualcosa, qualunque cosa, per difendere il suo padrone. E se stesso, perché l’articolo, che è un’intervista con l’ex fidanzato di Noemi, inchioda proprio Fede come colui che ha permesso l’incontro tra la ragazza e papi.
Il cavaliere. Dall’articolo emergono due verità: Berlusconi ha mentito su tutto, e vabbè, sai che scoperta; la sua quasi ex moglie ha usato parole precisissime, e soprattutto vere – e questo invece conta molto. Due accuse, in particolare: «Mio marito frequenta le minorenni», e «Mio marito sta male» emergono in tutta la loro gravità e verità. Dall’articolo vediamo un Fede che gira per agenzie di modelle a caccia di book fotografici. Ufficialmente a caccia di ragazze per le sue trasmissioni, ma con l’evidente doppio scopo di procacciare eventuali bocconcini per il capo e riservarglieli, marchiandoli come mucche. Fede dimentica sul tavolo (qui l’ex fidanzato della ragazza commette forse una pietosa ingenuità) l’album fotografico di Noemi, o più probabilmente lo sottopone di persona all’attenzione di Berlusconi, il quale telefona senz’altro alla ragazza, la tempesta di domande, le parla per ore, sempre senza farsi riconoscere. Lasciamo a questo punto la ricostruzione, e addentriamoci nell’analisi. Berlusconi ha mentito, e la famosa intervista di Veronica Lario appare sempre più come un’opera di astuzia sopraffina, meditata in ogni virgola, da parte di una donna molto intelligente, dotata di un senso dell’etica molto elevato, e determinata, a questo punto possiamo azzardarlo, non già a divorziare dal marito, ma a distruggerlo. Lei si è assunta il compito di fare ciò che gli italiani non vogliono né possono: denudare il re, mostrare che il suo regno è pura cartapesta colorata a coprire una cloaca nauseabonda, una parodia di corte da basso Impero dedita a festini, malaffare, corruzione, e fondata unicamente sul pervertimento costante della realtà, dei significati, degli equilibri tra persone e cose operato grazie ad un uso pressoché sovietico della televisione. Con quelle due accuse, Veronica si dimostra ottima antropologa sia di suo marito che degli italiani, aprendo una falla potenzialmente distruttiva per il perpetuarsi dell’illusione su cui si fonda il consenso, e quindi il potere, dell’ex marito.
La morte. «Mio marito è malato.» A questo punto, sappiamo che le frasi di Veronica Lario vanno, insieme, intese alla lettera e interpretate in profondità. Abbiamo ormai la certezza che Berlusconi veramente sia un frequentatore di minorenni, dobbiamo perciò dedurne che sia anche veramente malato. Il modo in cui la Lario usa il termine “malato” non fa pensare ad una malattia fisica, o solo fisica: si percepisce il sottinteso di una malattia psichica, la distorsione della realtà ormai galoppante nella mente di Berlusconi-Napoleone, ormai definitiva, lanciata in un delirio di onnipotenza non più curabile. Io credo però che, al di là di queste osservazioni pur corrette, la malattia più grave di Berlusconi sia una malattia dell’anima. Berlusconi è ossessionato dalla morte. Ne è semplicemente terrorizzato. Non deve stupire: è un comico, in fondo, e si sa che i comici portano con sé nel loro profondo un’incurabile tristezza. Fa di tutto per evitarla, per esorcizzarla: i lifting, i trapianti, il trucco sempre più pesante e sempre più visibile sul viso stanco, la dieta maniacale, i check-upcontinui di qua e di là dell’Atlantico. Questo per ciò che riguarda la dimensione fisica; per quella metafisica, l’appartenenza a logge massoniche, il paganesimo vitalistico come bussola di vita, il mausoleo (peraltro abusivo) nel giardino di casa costruito da Piero Cascella ricoperto dentro e fuori di simboli massonici e paramassonici, in cui eternare se stesso e gli “eletti” più vicini – Confalonieri, Galliani e, sorpresa, Fede – e a creare così una nuova razza, una nuova élite. Non conta qui che questa élite assomigli in realtà ad una stracciona cupola mafiosa: conta il fatto che l’immortalità, ben più dell’esercizio terreno del potere, è l’orizzonte in cui va inscritta ogni iniziativa del vasto progetto berlusconiano. E che fosse vasto sin dal principio faremmo meglio ad accettarlo tutti, contrariamente a certa sinistra stupida ancora convinta che si trattasse unicamente della metastasi impazzita di un tentativo di chiamarsi fuori da alcuni processi, anche perché è solo in quest’ottica che si può percepire la reale portata del pericolo che tale progetto effettivamente è.
Colpisce, nell’articolo, che Berlusconi, nelle sue telefonate alla ragazza, insista moltissimo sul concetto della purezza: «Tu sei pura», «Tu devi assolutamente conservare la tua purezza.» Facile immaginare la parodia di corte berlusconiana dedita a orge succulente nelle varie ville in Sardegna e in Brianza. Sarebbe a mio avviso un errore, una concessione ai gusti del volgo, cui Berlusconi certamente appartiene, ma come origine, non come punto cui tende. Il volgo certamente si accontenta e si nutre di parodie, e il potere berlusconiano è del resto null’altro che un sinistro carnevale perpetuo: ma non per questo dobbiamo, nell’analisi, trattare parodisticamente la parodia. Al contrario, l’analisi della parodia impone semmai un surplus di serietà. Io credo che quelle parole, riportate dall’ex fidanzato della ragazza, siano assolutamente vere, e che Berlusconi fosse assolutamente sincero nel pronunciarle. Non che le orge manchino: ci saranno sicuramente, ma per questo genere di cose Berlusconi non ha bisogno di minorenni, che oltretutto non possono costituire il suo tipo di donna (notoriamente prosperosa e popputa). Gli bastano i troioni di cui Mediaset abbonda. L’articolo parla di trenta-quaranta ragazze, presumo più o meno dell’età di Noemi (all’epoca diciassettenne) portate in Sardegna con l’aereo privato di Berlusconi, e di «molte feste» che si sarebbero colà svolte. Concedo al massimo qualche carezza, forse un bacio: certo, cose sufficientemente laide, in quanto fatte da un ultrasettantenne a diciassettenni, ma lontane dall’orgia, dal consumo di quei corpi. Immagino invece Berlusconi seduto su una sedia a forma di trono guardare quelle ragazze ballare in costume di bagno. Un vecchio morente che sa che la vita non può più essere afferrata una volta trascorsa, che l’attimo non si ferma, che contempla lo spettacolo della vita che sboccia, ignara, nutrita ancora di sogni, lì a pochi passi da lui eppure in realtà lontanissima, separata, irraggiungibile, divisa da lui dall’abisso del tempo. L’unica cosa, assieme al comprendonio, che non si possa comprare. Quella vita prorompente che si esibisce lì, sotto gli occhi del Capo, seducente e sfrontata, eppure ingenua, in una contraddizione portata con la stessa leggerezza con cui si porterebbe una borsetta di Vuitton. L’illusione della vita per chi forse sta morendo nel corpo, e che interiormente è morto già da un pezzo, un sopravvissuto a sé stesso e al suo successo. L’illusione della semplicità per chi si è circondato di una coorte di servi avidi e furbi. L’illusione di un contatto umano per chi sa, ora che anche la parodia di famiglia non esiste più a causa della decisione di Veronica Lario, di poter contare solo sull’interessata solerzia dei propri clientes per non ritrovarsi solo.
Il diavolo. Berlusconi però sa anche altro, e cioè che questa storia può distruggerlo. Lo sa perché conosce il diavolo, cioè il popolo italiano, essere nefando come pochi proprio perché popolo come nessuno, nell’Occidente asettico e domato da troppi secoli di modernità. Quello stesso popolo che non ha battuto ciglio di fronte alle leggi ad personam, al gigantesco conflitto di interessi, agli avvocati (Previti se lo ricorda qualcuno?) e commercialisti (Tremonti) di famiglia nominati ministri giù giù fino alla candidatura delle veline, potrebbe rivoltarsi contro il Capo di fronte alla carezza tremante inflitta ad un braccio o alla coscia di Noemi. Perché quello italiano è, a tutti gli effetti, ancora popolo, non addomesticato dall’educazione, dalla religiosità riformata, dalla cittadinanza, dal culto nella scienza, in una parola dalla modernità, ma è il diretto discendente delle folle delle arene gladiatorie. Il Capo che oggi osanna, il giorno dopo azzanna, per il puro gusto del caos, del rovesciamento, della vendetta, e soprattutto a causa dell’invidia, che della relazione tra la folla osannante e plebiscitaria e il Capo è l’elemento fondamentale: perché queste sono le cose per le quali le folle sono al mondo, questa la loro legge, financo il loro diritto, non codificato eppure eternamente valido. L’ipocrisia stessa della giustificazione – la difesa della fanciulla innocente dall’insidia del drago: e anche questa è un’immagine evocata da Veronica Lario – sarebbe talmente enorme da cancellare con ciò stesso la colpa di aver seguito in perfetta connivenza il Capo per così tanto tempo.
Berlusconi è troppo squalo per non fiutare l’odore del sangue; solo che stavolta il sangue è il suo. L’esca lanciata dall’ex moglie ha perfino qualcosa di sublime: è la giusta vendetta, la vendetta di una congiura calibrata nel dettaglio da chi – l’imperatrice – più di ogni altro conosce i meandri del palazzo, il potere della casa, di quella dimensione in cui gli antichi Greci e Romani, con la stupidità malaccorta dei maschi maschilisti, relegavano le donne lasciando loro sovranità assoluta. Mai fidarsi di una casa, men che mai di un palazzo: i palazzi sono pieni di ombre, ad ogni passo i muri rigurgitano sospiri, verità origliate, segreti mortali. Il sole della razionalità maschile non vi penetra. La verità della casa non è una verità che si vede, ma che si annuncia, sussurrata a mezza voce, che cresce nel passaparola. Forse è per questo che le donne accolgono molto prima degli uomini i nuovi Profeti e le nuove Rivelazioni, quando queste sopraggiungono. Occorrono occhi femminili, molto più assuefatti all’ombra, orecchie femminili, molto più allenate all’ascolto, e non la lingua dei maschi, coi suoi interminabili spettacoli oratorii, per imparare a sopravvivere in un simile ambiente, dove le spade poco contano (semmai conta il pugnale, e ancor di più il veleno). Come tutti i maschi, Berlusconi è caduto nella vendetta della casa, non ha previsto la ribellione del palazzo nella sua parte più inaccessibile e intima, l’harem. Ed ora è lì, esposto ai venti della folla. Berlusconi conosce il volgo italiano e le sue reazioni. Si vede già appeso capovolto a piazzale Loreto. Per questo la tentazione, espressa ieri nel panico, di voler riferire in parlamento sul “caso Noemi.” Proprio il genere di spettacolo che piace a lui: un lungo monologo senza interruzioni, lo one man show. Il fatto stesso che abbia anche solo accennato a una cosa del genere dà un’idea di quanto terrore percorra l’uomo in questo momento. Il tiranno non è un aristocratico, perché viene dal popolo. Berlusconi nulla ha di aristocratico, e infatti è un tiranno. Sa che il popolo sbrana. E a questo punto non può più confessare la verità e riderci su, l’ultima “simpatica” canagliata di un’interminabile serie, come avrebbe potuto fare ancora fino a ieri. A questo punto, è costretto ad attenersi alle proprie bugie, trattandole come verità – ciò che annuncia disastri a venire: troppo forte il suo gusto per la menzogna, per la possibilità di recita assoluta, senza freni, dinanzi al mondo intero, che dire la menzogna comporta. Ciò che non sono riuscite a fare la magistratura, la legge, il voto, la storia, possono fare le ossessioni, la bramosia, l’eros: giusto per far capire agli inguaribili sostenitori dell’ottimismo quali poteri realmente contino al mondo. Berlusconi, che ha fatto del mistero attorno alla sua persona e al suo potere (specie per ciò che riguarda i suoi inizi) un’arte, lui che è l’incarnazione stessa dell’uomo più furbo e più accorto del mondo, potrebbe cadere per l’impossibilità di dominare la sua voglia di menzogna. L’uomo che ossessivamente fugge la morte più di ogni altra cosa alla fine potrebbe finirle dritto in bocca per l’impossibilità di frenare il piacere che prova nel seguire le altre sue ossessioni – ciò che lo fa sentire vivo, lui che è un morto vivente, e cioè, di nuovo, ciò che lui fa per sfuggirle. Se le cose dovessero realmente precipitare, a Berlusconi non resterebbe che una sola possibile messinscena, l’ultima: far sì che lo sbranamento lo rendesse un martire – qualcosa che forse al suo narcisismo non dispiace. Un modo, anche, per fare simbolicamente patta con la temuta sorella Morte, che paziente fuori dalle ville la sua ora attende.
Don Carlos.
A presto.
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Finito.
Mi limito a dichiarare che ho finito gli esami. Ora mi attende una sbronza colossal da coma etilico e un fine settimana di devasto. Bacini. A quando tornerò sano.
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San Tommaso d’Aquino docet…
Mi premeva parlarvi riguardo la laurea honoris causa ad Obama. Comincio con il dire che a me queste lauree regalate così non mi vanno proprio giù, come i titoli nobiliari e cavallereschi. Voglio dire, laurea honoris causa pure a Vasco Rossi e a Valentino Rossi. Forse per il cognome simile? Anche Mike Buongiorno ha la laurea honoris causa allo IULM di Milano ed è anche Cavaliere dell’Ordine Supremo della Santissima Annunziata come Emanuele Filiberto se non sbaglio. Vabbè, ma non è di questo che voglio parlarvi…ma degli Americani che fanno le poverelle. Penso che avrete avuto tutti quanti l’onore di sentire la notizia no? In breve, viene offerta questa laurea honoris causa ad Obama dalla prestigiosissima università cattolica americana (la più prestigiosa?) Notre Dame (con il nome francese…che chic!).

Qualche pagliaccio tra la folla...
Cos’è successo? Obama viene fischiato poichè sono ben note le sue posizioni nei confronti dell’aborto. Chiaro, non è certo un conservatore, questo si sa. Ma io mi chiedo, sarebbero questi i membri della prestigiosa università cattolica? Le posizioni della chiesa non sono oscure a nessuno credo, ma penso che una persona laureata, specialmente se va in giro a dire che il suo cappello quadro (che sappiamo benissimo dove se lo può infilare) vale più di quello delle altre università di un paese grande come l’Europa non dovrebbe limitarsi a fare il cagnolino della chiesa. Insomma, avete studiato nella migliore università cattolica d’America, saprete chi è San Tommaso d’Aquino!? Ma per dirne uno. San Tommaso d’Aquino è uno dei principali teologi riconosciuti ufficialmente dalla chiesa. Egli affermava testualmente che l’embrione non si può definire persona nei primi cinque mesi (o forse quattro) non ricordo. Con questo non voglio dire che la chiesa dovrebbe riconoscere l’aborto (certo si contraddice però) ma almeno chiedo un po’ di apertura mentale. Non ci sono solo i cattolici a questo mondo. Allora dico, prima di fischiare Obama e fare tanto i buzzurri, prendete in mano il libro di filosofia delle superiori, anzi, il sussidiario. Ops, mi sa che l’hanno lasciato negli armadietti a scuola, assieme ad una fotografia di Britney Spears, l’ipod e le letterine d’amore scritte per il rugbysta di turno. Poverette.
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Vittoria Cabello je t’aime
Ditemi quanto sono geniali queste due. Bravissime!!
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Pubblicità “tres chic”
Un piccolo post mentre passo giornate intere sui libri. Di questi tempi mi capita (anche se raramente) di guardare il tg la sera mentre ceno. Mi sono accorto che in giro ci sono delle pubblicità davvero molto molto belle, insomma, non le solite porcate stile barilla. Pubblictà fatte con gusto, forse un po’ da finocchie però belle. Bella fotografia, belle musiche, bei costumi. Ve le ripropongo di seguito:
Pubblicità della regione Toscana:
Pubblicità di H&M:
Pubblicità di “Flora” by Gucci:
E infine giusto per dirvi quanto siamo regrediti nel corso di vent’anni, di quanto eravamo più “avanti” vent’anni fa. Di quanto eravamo più civilizzati, meno moralisti di adesso. Di quando vivevamo in un paese dove un’idea come quella delle ronde avrebbe fatto tremare al solo pensiero, ecco una pubblicità sull’uso dei preservativi. Se la metti in onda oggi…beh credo che ne esce uno scandalo che non finisce più. E molto triste eh!
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…e ti accorgi che sei vecchio.
A me m’ha sempre colpito questa faccenda dei quadri. Stanno su per anni, poi senza che accada nulla, ma nulla dico, fran, giù, cadono. Stanno lì attaccati al chiodo, nessuno gli fa niente, ma loro a un certo punto, fran, cadono giù, come sassi. Nel silenzio più assoluto, con tutto immobile intorno, non una mosca che vola, e loro, fran. Non c’é una ragione. Perché proprio in quell’istante? Non si sa. Fran. Cos’é che succede a un chiodo per farlo decidere che non ne può più? C’ha un’anima, anche lui, poveretto? Prende delle decisioni? Ne ha discusso a lungo col quadro, erano incerti sul da farsi, ne parlavano tutte le sere, da anni, poi hanno deciso una data, un’ora, un minuto, un istante, è quello, fran. O lo sapevano già dall’inizio, i due, era già tutto combinato, guarda io mollo tutto tra sette anni, per me va bene, okay allora intesi per il 13 maggio, okay, verso le sei, facciamo sei meno un quarto, d’accordo, allora buonanotte, ‘notte. Sette anni dopo, 13 maggio, sei meno un quarto, fran. Non si capisce.
È una di quelle cose che è meglio che non ci pensi, se no ci esci matto. Quando cade un quadro. Quando ti svegli un mattino, e non la ami più. Quando apri il giornale e leggi che è scoppiata la guerra. Quando vedi un treno e pensi io devo andarmene da qui. Quando ti guardi allo specchio e ti accorgi che sei vecchio.
A.Baricco Novecento Feltrinelli '94 € 5.00
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Il Giovane, bellissimo, simpaticissimo, rampollo di Casa Savoia dopo aver vinto il noto programma televisivo “Ballando sotto le stelle” rilasciò un’intervista in cui gli chiesero esplicitamente “Ha mai pensato dopo questo successo televisivo di entrare in politica?!”.

Emanuele Filiberto alle Europee, dopo Magdi Allam chi manca ancora? Cip e Ciop, i tre porcellini, Giuliano, il gatto di Kiss Me Licia...poiiii
Lui rispose con (falsa) cortesia qualcosa come: “Per il momento non ho alcun progetto riguardante la politica…” come a ribadire giustamente tra le righe che, beh, non mi sembra il caso. I più informati tra di voi credo capiranno. Ma per i meno informati forse vogliamo parlare di quello che rappresentano i Savoia per l’Italia? Parlamone con qualche discendente della nobiltà papalina! Ma al di la dei vecchi rancori, guardiamo la storia recente, come per esempio i laidi fatti commessi da lui e da suo padre. Una breve rassegna giusto per restare informati:
- Il padre accusato di omicidio per aver sparato ad un giovane anni fa che secondo lui lo disturbava facendo rumore per strada (roba da Fra Cristoforo che ammazza il passante perchè non gli lascia il passo. E cito, gli sfilò una gamba con una carabina! Questo aveva 19 anni e dormiva solo in una barca…dagli atti giudiziari sembra che i colpi sono partiti involontariamente. Certo, come involontariamente la carabina ti finì tra le mani…)
- Una richiesta di danni per essere stati esiliati (con referendum popolare dove la maggioranza decise che invece se ne doveva andare via per sempre dall’Italia)
- Il principe possiede inoltre un’azienda vinicola accusata piu’ volte di frode fiscale
- Un’incriminazione, padre e figlio, per sfruttamento della prostituzione…
- Scandalo Campione d’Italia, indagato assieme al padre dal PM Woodcock per pirateria informatica nei confronti di un sito sgradito ai Savoia…
Questi cinque punti giusto per non andare troppo a fondo. E chissà quello che non sappiamo. Dunque questo esempio di santità e rettitudine ha annunciato che si candiderà niente popò di meno che alle Europee. Ma fosse finita qui passi. No. Si candida con l’UDC. Oh! Ecco. La cigliegina sulla torta. Il fiocco rosa sulla treccina bionda. Come posso dire. Eccoli la, quelli che predicano bene. Famiglia, valori, chiesa, amore per il prossimo. Due mesi che campeggiano questi cartelloni per le strade con scritto “Adesso basta! Fate la pace!” E una colomba. No dico…parliamone. Ma si sa, viene a parlarci di famiglia uno che prima convive con la moglie di un’altro e ci fa due figli, per poi divorziare e farsela con la Caltagirone. Eh vabbè. Quanti non ce ne sono direte voi? Si ma non vengono a parlarmi di Fede e Famiglia Patria e Giustizia, hanno il buon gusto di farsi gli affari loro.
E quindi come non volere uno come lui? Se tanto mi da tanto! Voglio dire, se prima parlano di famiglia e poi li beccano ad andare a puttane perchè non volere uno come lui. Poi sai, come dice Emanuele Filiberto nell’intervista, “Perchè dovrebbero votarmi!?” Sentiamo:
“Perché dovrebbero votarmi? Parlo cinque lingue, conosco personalmente la metà dei capi di Stato europei e dell’altra metà sono parente...”
E aggiunge:
“molto riflettuto sulla sua scelta; con Casini e Cesa ci siamo incontrati più volte. Poi mi sono deciso. L’Udc è un partito di centro e moderato e come me difende la famiglia e i valori cristiani“
A voi l’articolo. A noi non rimane che dire “Sancta Maria, mater Dei, ora pro nobis peccatoribus, nunc et in hora mortis nostrae. Amen”.
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Wild Arms Twilight Venom
Sinceramente non è un gran che…però io sono un grandissimo fan della saga. Uno dei punti forti di tutti gli episodi di Wild Arms è sempre stata la colonna sonora. E infatti se andate al minuto sei di questo video potrete apprezzare il tema principale della versione televisiva (“Continuous.mp3″).
Ho cercato a lungo un video per poter farvi sentire anche la versione Piano che è magnifica e si trova nella compilation “Wild Arms Music the Best -feeling wind-“ ma non sono riuscito a trovarlo. Se volete è possibile vedere le 22 puntate in streaming tramite Veoh sia in giapponese sottotitolato (consigliato) sia in inglese (ci perde molto…i doppiatori inglesi o americani sono quasi peggiori di quelli italiani).
Aggiornamento*
Qui potete scaricare gratuitamente il tema.
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